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Le scelte dell’Udc e il futuro di Fiumicino

L’ingresso del gruppo di Russo, con Addentato, Merlini e Rocca nell’Udc a Fiumicino vuol dire tante cose. In questo week-end si è scritto di posizionamento politico, di stabilizzazione della maggioranza, di ritorno alle origini. Tutto giusto, tutte belle parole pregne di significato. La politica però, alla fine, è vero che si fa con l’”italiano” ma si spiega con la “matematica”. E allora tutto diventa più chiaro, anche in funzione della prossima tornata elettorale. Il pacchetto di consensi che i quattro moschettieri ora nell’Udc si portano dietro è stimabile almeno intorno ai 1500 voti, presumibilmente per difetto. Che con la nuova legge elettorale e il decurtamento del numero di consiglieri peseranno esponenzialmente di più di quanto non facessero già prima.

Facendo il paio con le dichiarazioni per le quali i neo entrati nell’Udc si riconoscono nella politica dell’attuale maggioranza e con essa vogliono arrivare a fine mandato e creare le condizioni per sostenere il futuro candidato sindaco nel 2013 (ipotesi digerita con un po’ di fatica dai consiglieri già presenti nell’assise cittadina), è evidente che lo scenario politico muta radicalmente. Quando i nostri nonni parlavano di soldi entrati inaspettatamente in casa, seppur pochi, dicevano con benevolenza: “beh, mettili e toglili…”, intendendo con questo che il guadagno non era solo per la cifra entrata ma anche per l’equivalente valore che non era uscito dalla tasche della famiglia, raddoppiando così il peso reale dell’evento. In questo caso – d’altronde la saggezza popolare non a caso è riconosciuta come “maestra di vita” – il ragionamento è più o meno lo stesso. Il punto infatti non è solo che quei voti – a meno di sconvolgimenti che allo stato dei fatti non sono ipotizzabili – andranno a finire nel cestino del centrodestra, ma soprattutto non andranno a finire in quello del centrosinistra. Se l’ipotesi Montino fosse dunque portata avanti dai compagni, si troverebbe in partenza con un numero di voti “possibili” che si sono trasformati in “impossibili”. Intendiamoci: non è che l’Udc sia la discriminante assoluta per la vittoria del centrodestra o la sconfitta del centrosinistra, ma certo può spostare significativamente il baricentro elettorale. Poi è chiaro che è una partita ancora tutta da giocare, sia in termini di candidati sia rispetto ai programmi.

Pensare che lo scenario Pdl, Udc, Intesa di centro (il nome della lista formata da quelli che lo stesso Ciocchetti sabato ha definito “gli amici di Russo”) sia stato facile da creare è lontano da ciò che è successo in realtà. Prova ne sia il fatto che l’accordo in quanto tale, avrebbe potuto essere chiuso già almeno tre mesi fa, eppure ciò non è accaduto. E tre mesi in politica sono tanti, perché vogliono dire incontri e scontri alla ricerca di una sintesi possibile, non solo nell’aderire al partito ma anche nel collocarsi all’interno di esso e nel definire la posizione dello stesso partito nello scenario generale del comune. E non è secondario che in questi mesi di trattative (e anche prima, per la verità) la “squadra piccola ma affidabile”, come l’ha definita lo stesso Russo, sia stata fondamentale per la tenuta dell’amministrazione nei momenti di maggior fibrillazione.  Alla fine dunque la sintesi è stata trovata, e l’ufficializzazione di sabato rappresenta politicamente uno “spartiacque” importante tanto quanto a livello urbanistico quello che dovrebbe consentire finalmente lo sblocco della situazione dei B4a a Fiumicino. E forse non è un caso che entrambi le cose – a guardare bene – abbiano la stessa matrice.

Angelo Perfetti

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