L’entrata di Canapini nel Pdl ha sicuramente segnato una deviazione di rotta della politica fiumicinese. Una sorta di frenata di quello che poteva essere il nuovo cammino di una città e che oggi invece è sempre più ad immagine e somiglianza di una classe politica senz’anima. La vicenda sull’approvazione del Porto Turistico ne è l’ennesima prova.
E se da una parte all’interno del Pdl si sono sentite voci fuori dal coro, che chiedevano più chiarezza e meno velocità nell’approvazione di un ‘opera cosi importante, dall’altra parte - con l’aggiunta di qualche voce extra - ci si è subito affrettati a dire quanto sarà importante per i cittadini questa opera e a sottolineare che i tempi in fondo sono stati rispettati. Non vorremo essere ripetitivi nel dire che anche questa magnifica opera assomiglia molto a una cattedrale nel deserto, anche questa - come sempre - senza un’adeguata programmazione reale d’infrastrutture. Di certo c’è che la politica fiumicinese ha uno scenario tutto suo. Un’approvazione, quella del porto, bipartisan; che ha visto gli ex di An mano nella mano con gran parte degli ex comunisti, compatti, anche troppo. Qualche alzata di voce, nulla di più. E vuoi vedere che mentre l’andamento nazionale spinge contro una sinistra allo sbando, tra qualche anno alla fine dell’era Canapini, tra una stretta di mano e l’altra, Fiumicino ritonerà ai vecchi albori, quando il rosso dei banchi della sala consiliare era un tutt’uno con i tramonti di questa ridente località del litorale laziale? Fantapolitica? Forse. Ma di certo il Pdl di Fiumicino lascia tantissimo spazio all’immaginazione…
Roberta Tito
(Il Faro on line)

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